il fotografo matrimonialista "mezzo secolo di cambiamenti"
Nunzio Bruno | Fotografo matrimonialista | Racconti d'amore tra le bellezze della Sicilia
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Il fotografo matrimonialista “mezzo secolo di cambiamenti”

Il fotografo matrimonialista “mezzo secolo di cambiamenti”

Il fotografo matrimonialista “mezzo secolo di grandi cambiamenti”

Mi fermo e guardo indietro i grandi cambiamenti che Il fotografo matrimonialista ha subito nell’ultimo mezzo secolo.

Era il tempo della rinascita, dopo la seconda guerra mondiale, ogni mestiere, soprattutto quelli artigianali, si adoperavano nel munirsi di nuovi arnesi, provenienti dai paesi più industrializzati. Anche il mondo della fotografia fu travolto da nuove macchine. Si abbandonava il vecchio per stare al passo del nuovo modo di vivere. Nei piccoli paesi dell’entroterra il ritratto fotografico era svolto in modo ambulante.

Il fotografo professionista lasciava il proprio studio 

andava da paese in paese per prendere committenza di nuovi eventi da ritrarre, o per consegnare le stampe effettuate nei giorni passati. Il matrimonio, dopo la foto per la carta d’identità, era l’evento che si voleva immortalare per i posteri. Il servizio fotografico matrimoniale ancora non era diffuso, i più poveri si accontentavano di uno scatto sull’altare della chiesa; se si possedeva qualche spicciolo in più gli scatti potevano essere anche tre: nell’altare, un ritratto a mezzobusto ed infine un gruppo generale fuori la chiesa.

Alla fine degli anni sessanta il professionista era dotato generalmente di una reflex 6×6 con la possibilità di effettuare 12 esposizioni con una sensibilità da 100 a 200 asa. La macchina più versatile e più diffusa di quel periodo fu la Rolleiflex biottica. Il boom economico avvolse anche la fotografia, studi fotografici si moltiplicarono anche nei paesi più piccoli.

Il servizio matrimoniale adesso veniva ritratto in modo più completo. Ai tre scatti essenziali del primo periodo venivano aggiunti altri momenti da immortalare: l’uscita della sposa da casa sua con accanto i genitori, con il contorno di vicini e parenti che si davano appuntamento davanti casa della sposa.

 

Nessuno poteva vedere la sposa prima di questo momento. Alla lista delle foto da fare si aggiunse pure il classico taglio della torta. Ancora la foto a colori era riservata a pochi.

Tutto si produceva e si trasformava nella fatidica camera oscura.

Ventimiglia,1953. Nunzio Bruno in camera oscura

Si sviluppavano i negativi e si stampavano le fotografie. Tutto il materiale occorrente si comprava nella città più vicina, una volta al mese, perchè i prodotti avevano una scadenza di produttività.

Una innovazione di questo periodo fu l’evoluzione della luce artificiale, il flash, nel primo periodo era troppo macchinoso, ed era utilizzabile tenendolo per mano, così il fotografo era costretto a mettere la macchina fotografica su un cavalletto, per consentire all’altra mano di utilizzare la peretta per scattare la foto.

L’invenzione del flash elettronico, che si poteva innestare nella macchina fotografica e collegarlo con l’otturatore, fu qualcosa di eccezionale, lasciava più libertà di movimento, con il vantaggio che il fotografo poteva scattare da qualsiasi punto voleva, entro una determinata distanza dal soggetto. Il tempo volava, le industrie tecnologiche sviluppavano nuove macchine nuovi flash e nuove pellicole. Il servizio fotografico matrimoniale si trasformava, adesso si parla di album fotografico. Ancora le foto allo sposo fatte a casa prima dell’entrata in chiesa era un sogno. La sposa era al centro dell’attenzione.

Si diede l’accesso al fotografo matrimonialista di entrare nella camera da letto, dopo che la sposa era stata sistemata: trucco capelli e gioielli. Si scattavano due o tre immagini: figura intera, mezzo busto e un’altra che metteva in evidenza la manifattura dell’abito, rigorosamente bianco. All’album furono aggiunte, oltre all’uscita di casa, come accennato sopra, anche la processione a piedi di tutti i parenti della sposa, lo sposo con i suoi parenti aspettava in chiesa. L’ingresso in chiesa fu un’altro momento che si scelse per riempire l’album.

Alcuni scatti durante la celebrazione: lo scambio degli anelli e la preghiera dopo l’eucarestia. Poi l’altare, con l’aggiunta di qualche foto ricordo con i parenti più stretti. Per concludere si andava in qualche posto per brindare con lo spumante e la torta. Sono gli anni dell’automobile. Entra di moda un nuovo modo di riempire l’intera giornata matrimoniale. Dopo la celebrazione in chiesa, fotografo e sposi si spostano nella città più vicina per eseguire fotografie ricordo con vari monumenti.

L’album fotografico si rivoluziona.

Sortino, uscita dalla chiesa. 1970

Se prima era completamente in bianco nero adesso è misto: colore e bianconero. La diffusione della foto a colori rivoluziona tutto quello che gira attorno al Il fotografo matrimonialista.

Si abbandonano le camere oscure.

Le pellicole vengono affidate a corrieri che fanno la spola fra laboratorio di sviluppo e stampa e studi fotografici sparsi nei piccoli centri.

L’uomo va sulla luna e si porta con se una macchina fotografica sviluppata dalla tecnologia svedese, la famosa Hasselblad 6×6. Sempre dodici scatti per pellicola, ma inventa il caricatore semovibile, in circa 10 secondi è possibile cambiare caricatore per essere pronti allo scatto. L’album cresce di formato, aumentano le pagine da riempire, ed i fotografi più innovativi imprimono il proprio talento nel documentare quel giorno importante della nostra vita.

Ormai tutti si possono permettere un album matrimoniale completo. È un continuo aggiungere di eventi da fotografare.

Alla lista verrà aggiunta la sera dei regali. Il giorno prima del matrimonio la futura coppia apre le porte della nuova casa, mettendo in mostra i regali ricevuti. La coperta del letto diviene protagonista.

Dopo il matrimonio, la coppia, riceve a casa parenti ed amici per mostrare loro l’album fotografico.

Nascono i primi fotografi matrimonialisti.

Pantelleria,2017

Con l’avvento delle tecnologie digitali, inizia la rivoluzione. Questo è il periodo del ricambio generazionale del fotografo matrimonialista

Nascono le grandi Associazioni: ANFM, FEARLESS, ISWP, e siti come MYWED dove migliaia di fotografi condividono la loro fotografia.

Oggi in un matrimonio scattiamo migliaia di fotografie, si parla di Destination Wedding ed entrano in campo le wedding planner; i tempi cambiano e i fotografi si adattano alle richieste di un pubblico che capisce la buona immagine. Ormai non ci sono confini; americani che si sposano in India, cinesi che si sposano in Italia, il fotografo matrimonialista è internazionale.

Tutto questo solo in mezzo secolo, quale sia il ruolo del fotografo matrimonialista nei prossimi anni non possiamo saperlo.

Speriamo di realizzare buone fotografie.

 

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